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Massimiliano Volpini - Choreographer

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frottole e racconti


13-11-2016
I giorni felici

Passeggiando per le strade di Milano mi è venuto un pensiero di quelli che ti vengono quando cammini a caso con le cuffie nelle orecchie.
Ho pensato: se mi fosse concessa la possibilità di rivivere alcuni giorni della mia vita, quali sceglierei?
Scelta non facile. Lasciando subito stare momenti personali che poi mi viene il magone e mi rovino la serata, mi voglio limitare a quelli professionali che ho avuto la fortuna di vivere.
I pensieri vanno subito a certe prime importanti, a quei passaggi fondamentali di una carriera: il debutto in Scala, le coreografie rappresentate a Londra o a New York, gli incontri con personaggi importanti... ma sono davvero quelli i giorni felici che vorrei rivivere?
Forse no.
Sono momenti pieni di emozioni contrastanti, c'è tanto stress, ci sono le tensioni, le aspettative, la distanza tra quello che avevo sognato e quello che è diventato nella realtà, le parole di quelli pronti a criticare anche l'ombra della tua ombra della tua mano [cit.]
Per cercare i giorni di pura felicità bisogna andare altrove: al momento in cui un nuovo progetto prende il via.
Quel giorno in cui arriva la mail che dice: Abbiamo il piacere di comunicarti che sei stato selezionato... o quando vedi il risultato di una graduatoria e sei in cima alla lista, o quando hai un appuntamento col direttore e non sai se è una cosa positiva o negativa e poi scopri che è proprio quello che aspettavi da una vita. Quelli si che sono giorni di pura felicità, senza controindicazioni, senza sentimenti accessori. E' li che torni a casa volando col sorriso stampato sulla faccia. E' la bellezza di quello che sta per avvenire, sai che tutto è possibile e senti il destino nelle tue mani.
E' sempre più forte la mia convinzione che il percorso sia più importante della meta, che le prove in sala ballo contengano più magia dello spettacolo finale e che i compagni di viaggio siano la cosa più preziosa.
Penso che il valore più profondo di un artista sia nei progetti che ha ancora nel cassetto, non in quelli che ha ormai incorniciato e appeso al muro.