Massimiliano Volpini - Choreographer


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frottole e racconti
16-7-2010
Istruzioni per l'uso

La strada è tanta e a vederla dall’inizio magari fa paura, ma basta un bel respiro, tenersi la mano e andare.
Ci vogliono scarpe buone e un cappellino per quando c’è sole, per quelle giornate che nascono belle dall’alba e viene voglia di alzarsi presto e cominciare a correre, vediamo chi arriva prima, e poi buttarsi a terra e rotolare come ragazzini.
Tanto si sa che poi la giornata finisce presto, e domani magari piove chi lo sa.
Meglio avere sempre l’ombrello nella borsa e una giacca per quando tira vento, perché ci sono dei giorni che sembra venire giù il cielo e non la smette più, senza un posto per ripararsi, e bisogna andare lo stesso, magari ci si abbraccia forte che così fa meno freddo.

La strada è lunga e misteriosa, a volte in discesa che la puoi fare rotolando, a volte così in salita che fanno male le cosce.
Ci vogliono occhi aperti perché non si sa mai, e coraggio e buonumore, gli ostacoli si aggirano o si saltano, in qualche caso ci si può sedere su una roccia ed aspettare, ma non troppo, perché si fa tardi e bisogna andare.

Ci vuole una bussola per non sbagliare direzione, e un foglio di carta dove buttare giù una mappa, un piano, un disegno, a volte può servire una moneta che se è testa andiamo di qua e se è croce di là.
Ci vuole una torcia per quando cala la sera, e un desiderio da esprimere per quando cascano le stelle.

Sulla strada si possono fare molti incontri, meglio avere con sé una bottiglia di vino e un po' di pane, a forza di chiacchiere la strada scivola via più leggera.
Durante il percorso il paesaggio cambia di continuo, ci sono boschi e montagne e città e spiagge, ogni volta è una scoperta e un brivido, ed è meglio avere una macchina fotografica così da fare un album di ricordi, da sfogliare ogni tanto e stupirsene ogni volta.

Alcuni di questi posti fanno paura, ci sono deserti di cui non si vede la fine, che facciamo andiamo? come se fosse possibile tornare indietro, e allora un bel respiro, tenersi la mano e andare.
E quando non se ne può più di tutta quella sabbia e quel cielo bianco ecco che a sorpresa vi ritrovate davanti il mare, forse siete distratti, camminate ognuno per i fatti propri con la testa bassa e mille pensieri, quasi non ci credete più che quella distesa abbia una fine e invece a sorpresa ecco il mare, ed è un’emozione talmente grande che si rimane per un attimo senza forze, tutto quel deserto adesso sembra quasi l’unica strada possibile per arrivare a tanta meraviglia, ed è bello essere stanchi e avere voglia di buttarsi in acqua.

Si consigliano buoni libri da tirare fuori quando c'è un po' d’ombra dove stare, libri che spiegano la vita, l'amore e gli esseri umani, o in alternativa un mazzo di carte napoletane che serve più o meno allo stesso scopo.

È opportuno avere un fischietto a testa, da usare in caso di emergenza quando ci si allontana troppo uno dall’altra, o quando la nebbia è così fitta che ci si perde anche a stare attaccati.
Lo stesso fischietto può essere usato per chiamare uin amico che passa poco più in basso, facciamo un pezzo di strada insieme? Perché no, tanto anch’io andavo da quella parte.
Come se ci fosse veramente un posto dove andare, una meta da raggiungere, ma c’è una meta tra un passo e l’altro, ogni volta che il piede poggia per terra un nuovo viaggio è iniziato, perché il bello è proprio questo, far girare il mappamondo, scegliere un punto qualsiasi, fare un bel respiro, tenersi la mano ed andare.